

DÒN AN TÊRA - I DONI DELLA TERRA
Save the Date - 30/10 – 1/11 2026

ARTISTI E ARTIGIANI
Scopri i vari artisti ed artigiani che saranno presente durante i giorni di festa

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO
Gradito ma non obbligatorio abbigliamento a tema Celtico - Norreno







UN PO' DI STORIA
La nostra festa si svolge durante il Trinuxtion Samonii, ma cosa si intende per Trinuxtion Samonii?
Per Trinuxtion Samonii si intende la prima festa dell’anno Celtico, veniva chiamato anche
Samonios in Gallia o Samhain in nord Europa, ed è l’UNICA celebrazione ufficialmente certificata
in Gallia da reperti archeologici, come nel calendario lunare di Coligny.
Il significato letterale di Trinuxtion Samonii è “Le tre notti di Samonios”, la festa si celebrava più o
meno tra fine ottobre e inizio novembre, c’è chi ipotizza che la festeggiassero durante una certa fase
di luna, e chi pensa che osservassero una certa costellazione, a noi piace pensare che seguissero
semplicemente l’andamento della natura, quando l’orso entra in letargo, la vendemmia è finita,
arriva il primo freddo, gli animali si ritirano nelle stalle e si tirano le somme dell’anno.
Considerando che in questo periodo si chiudeva l’anno agricolo, si chiudevano altresì tutti i
contratti dell’anno, affitti di terreni o mandrie e avvenivano gli ultimi scambi prima di tornare alle
proprie case “isolate” e attendere tranquilli l’arrivo di Imbolc (festa del primo latte e del disgelo).
L’abitudine di regolare i conti in agricoltura continua fino ad oggi nel giorno di “San Martino”, il
quale indica la scadenza ed il rinnovo dei contratti agrari.
In questi tre giorni si festeggiava la fine dell’anno vecchio e l’inizio dell’anno nuovo, la fine della
parte “chiara” (estiva) e l’inizio della parte “scura” (invernale) dell’anno. Bisogna però ricordare
che per i Celti il giorno iniziava al tramonto, quindi, allo stesso modo, l’anno lunare iniziava con la
parte scura, dove la natura stessa va in letargo, gli alberi perdono le foglie, le radici si interrano in
cerca del calore della terra, le foglie formano una coperta naturale per le radici in modo tale da farle
superare il periodo buio fino alla prima luce di Imbolc..
Le tre notti di Samonios sono state tramandate come i tre giorni dei Santi (i Martiri, i Santi e i
Morti) che per praticità, con l’avvento del calendario Gregoriano, sono state inserite rispettivamente
il 31 ottobre, il 1 novembre e il 2 novembre.
Ai tempi dei Celti si credeva che durante questo periodo il velo tra i mondi si assottigliasse, il
mondo terreno entrava in contatto con l’aldilà e i defunti tornavano a trovare i vivi. Ma era anche un
periodo dove tutto era concesso, ci si poteva burlare di qualcuno senza avere ripercussioni, c’erano
uomini che si travestivano da donna e donne che indossavano abiti maschili, c’era chi indossava
pelli di animale e corna e portava doni a chi li ospitava o faceva dispetti a coloro che non li
accoglieva… ma voi mi direte, assomiglia un po’ ad Halloween? Ebbene sì, questa usanza si è
protratta fino ad oggi tramite le tradizioni tramandate nel cristianesimo, come il Krampus.
Ma chi era il Krampus?
Secondo una leggenda Cristiana alcuni giovani si travestivano con pellicce e corna di animali e si
recavano nei villaggi vicini per derubare le loro scorte, ma una notte notarono che tra di loro c’era
un impostore, si trattava di un demone. Allora, venne chiamato il Vescovo San Nicola che lo
imprigionò e da allora divenne suo servitore. Ad oggi durante la sfilata di San Nicola i Krampus
rincorrono i bambini “cattivi” per le strade del paese, e passano casa per casa a distribuire doni ai
bambini “buoni”. È un momento molto atteso dai bambini ogni anno.
Questa tradizione, come molte altre, ha gettato le basi per una festa chiamata Halloween (All
Hallows' Eve, che letteralmente significa "Vigilia di Ognissanti”), che ha origini tra Irlanda e
Inghilterra ed è stata portata oltreoceano in America dagli Irlandesi, dove è diventata un po’ più
commerciale e meno spirituale, alimentata da altre leggende irlandesi come quella di Jack o'lantern.
A questo punto, chi era Jack o'lantern?
Questa leggenda nasce in Irlanda, molto prima che gli Irlandesi attraversassero l’oceano, e parla di
Stingy Jack, un fannullone e scommettitore dal brutto caratteraccio. Una sera di Halloween, dopo
l’ennesima sbronza, gli apparve il Demonio intenzionato ad impossessarsi della sua anima da
peccatore. Jack chiese al Diavolo che gli venisse concesso di bere un ultimo bicchierino. Ottenuto il
permesso, si lamentò del fatto che non aveva nemmeno un soldo per pagare la consumazione, così
pregò il Demonio di trasformarsi in una piccola moneta. Avvenuta la trasformazione, Jack afferrò la
moneta e la mise nel suo portafoglio, che aveva una croce ricamata sopra. Imprigionato
irrimediabilmente, per riottenere la libertà, il Diavolo accettò il patto proposto da Jack, che
consisteva nel posticipare di un anno la sua morte. La vigilia di Ognissanti seguente, il Diavolo si
presentò nuovamente e questa volta Jack gli chiese di raccogliere una mela da un albero prima di
prendersi la sua anima. Il Diavolo sorrise ed accettò, salendo su un albero lì vicino. Fu allora che
Jack incise sulla corteccia una croce, che impediva al Diavolo di saltare giù. Con la vittoria in
pugno, Jack propose al Diavolo un patto: egli avrebbe cancellato la croce, se gli avesse lasciato
stare l’anima. Dopo un lungo battibecco, in cambio della libertà, il diavolo risparmiò la dannazione
eterna a Jack. Dopo circa un anno, Jack morì. Al suo bussare alle porte del Paradiso venne risposto
che non sarebbe potuto entrare perché aveva condotto una vita dissoluta piena di peccati. Giunto
all’Inferno, anche il Diavolo gli negò il permesso di entrare, perché ancora offeso per come era stato
raggirato dall’uomo. Tuttavia, il Diavolo donò a Jack un tizzone che gli illuminasse la strada nel
limbo oscuro. Jack si ingegnò per far durare più a lungo quella luce e la ripose in una rapa svuotata,
ricavandone così una lanterna. Da allora, nelle notti della vigilia di Ognissanti è possibile scorgere
la fiammella di Jack, che vaga alla ricerca della sua strada. Da allora Jack fu soprannominato Jack
O’Lantern (ma anche Hob O’Lantern, Fox Fire, Corpse Candle, Will O’ The Wisp).
Come avrete notato che nella leggenda si parla di una RAPA e non di una ZUCCA. La spiegazione
a ciò sta nel fatto che gli irlandesi sbarcati in America non ebbero più a disposizione il loro tubero e
ricorsero, quindi, alle grosse zucche gialle, facilmente reperibili nella nuova terra e ben più grandi.
Caratteristiche molto simili ad Halloween si riscontrano nell'antica festa di Sant'Andrea celebrata in
Sardegna: la notte del 30 novembre gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro
graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per
le strade con delle sinistre zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all'interno da una
candela. I giovani, quando vanno a bussare nelle case, annunciano la loro presenza battendo
coperchi e mestoli e recitando un'enigmatica e minacciosa filastrocca in lingua sarda Sant'Andria
muzza li mani!!... (Sant'Andrea mozza le mani) ricevendo in cambio, per questa loro esibizione,
dolci, mandarini, fichi secchi, bibite e soldi.
L'uso di intagliare le zucche e illuminarle con una candela si ritrova anche in Lombardia e in
Liguria, in Emilia ed in generale in tutta la pianura padana, dove fino alla fine degli anni '50 si
svuotavano le zucche ed illuminate da candele, venivano poste nei borghi più bui ed anche vicino ai
cimiteri e alle chiese, per esorcizzare la paura della morte e per far impaurire i viandanti di notte.
Come potete vedere Halloween non è solo una festa Americana, ma deriva anche dalle nostre
tradizioni, dal nostro folklore, dalle nostre leggende e persino dalla nostra storia.



























